Studio delle correnti di cortocircuito: perché è fondamentale negli impianti industriali
Lo studio delle correnti di cortocircuito è una delle verifiche più importanti nella progettazione e nell’adeguamento degli impianti elettrici industriali. Permette di dimensionare correttamente le protezioni e di verificare la resistenza delle apparecchiature. Inoltre, riduce il rischio di guasti che potrebbero compromettere la sicurezza delle persone e la continuità della produzione. In questo articolo scopriamo perché questa analisi è indispensabile, quando deve essere eseguita e quali vantaggi offre alle aziende.
Un guasto elettrico può fermare molto più di una macchina
Quando si verifica un cortocircuito all’interno di un impianto industriale, le conseguenze non si limitano quasi mai al solo componente interessato dal guasto. In pochi istanti possono entrare in gioco correnti di intensità elevatissima, capaci di sottoporre cavi, quadri elettrici, sbarre e dispositivi di protezione a sollecitazioni che, se non adeguatamente previste in fase di progettazione, possono provocare danni importanti.
In un contesto produttivo questo significa molto più della semplice sostituzione di un interruttore. Un fermo impianto improvviso può interrompere intere lavorazioni, causare ritardi nelle consegne, compromettere la qualità del prodotto e generare costi elevati per il ripristino delle attività. In alcuni settori, inoltre, un’interruzione non programmata può comportare anche lo scarto della produzione o il riavvio completo delle linee automatizzate.
Per questo motivo la progettazione di un impianto elettrico non può limitarsi al corretto dimensionamento dei cavi o alla scelta delle apparecchiature. È fondamentale conoscere in anticipo quali correnti potrebbero svilupparsi in caso di guasto e verificare che tutti i componenti siano in grado di sopportarle e interromperle in sicurezza.
È proprio questo l’obiettivo dello studio delle correnti di cortocircuito: fornire ai progettisti e ai tecnici tutti i dati necessari per realizzare un impianto affidabile, sicuro e conforme alle normative tecniche.
Che cosa sono le correnti di cortocircuito?
Un cortocircuito si verifica quando due punti dell’impianto che normalmente si trovano a potenziale diverso entrano accidentalmente in contatto attraverso un percorso caratterizzato da una resistenza molto bassa. In questa condizione la corrente aumenta in modo improvviso, raggiungendo valori molto superiori rispetto a quelli previsti durante il normale esercizio dell’impianto.
Le cause possono essere diverse: il deterioramento dell’isolamento dei cavi, un componente difettoso, un errore durante un intervento di manutenzione, infiltrazioni di acqua o semplicemente l’usura naturale delle apparecchiature nel corso degli anni.
Ciò che rende il cortocircuito particolarmente pericoloso non è soltanto l’elevata intensità della corrente, ma anche la rapidità con cui questa si sviluppa. In pochi millisecondi possono generarsi forti sollecitazioni termiche ed elettrodinamiche che, se non adeguatamente gestite, rischiano di danneggiare irreversibilmente l’impianto.
Naturalmente non tutti i cortocircuiti producono la stessa corrente. Il valore dipende da numerosi fattori, tra cui la potenza disponibile della rete elettrica, la presenza di trasformatori, la lunghezza delle linee, la sezione dei cavi e l’impedenza complessiva dell’impianto. Per questo motivo ogni impianto richiede uno studio specifico. Non esistono infatti valori validi in modo universale.
Perché lo studio delle correnti di cortocircuito è così importante?
Pensare che questa analisi serva soltanto a soddisfare un requisito progettuale sarebbe riduttivo. Lo studio delle correnti di cortocircuito rappresenta infatti uno strumento fondamentale per garantire il corretto funzionamento dell’intero sistema elettrico.
Conoscere le correnti di guasto permette innanzitutto di verificare che gli interruttori installati possiedano un potere di interruzione adeguato. Se questo valore fosse inferiore rispetto alla corrente realmente presente nell’impianto, il dispositivo potrebbe non riuscire ad interrompere il guasto in sicurezza, con conseguenze potenzialmente molto gravi.
Lo studio consente inoltre di verificare la resistenza di quadri elettrici, sbarre e conduttori alle sollecitazioni generate durante il cortocircuito. Ogni componente deve infatti essere in grado di sopportare tali sollecitazioni per il tempo necessario all’intervento delle protezioni.
Ma c’è un ulteriore aspetto spesso sottovalutato. Le informazioni ottenute da questa analisi costituiscono la base per altre verifiche fondamentali, come il coordinamento e la selettività delle protezioni elettriche, indispensabili per limitare il più possibile l’estensione del guasto e ridurre i tempi di fermo della produzione.
In altre parole, lo studio delle correnti di cortocircuito non serve soltanto a proteggere l’impianto: contribuisce direttamente alla continuità operativa dell’azienda.
Non è una verifica da eseguire una sola volta
Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare lo studio delle correnti di cortocircuito come un documento definitivo, valido per tutta la vita dell’impianto.
In realtà gli impianti industriali sono in continua evoluzione. Nuovi macchinari, ampliamenti delle linee produttive, installazione di trasformatori aggiuntivi, incremento della potenza disponibile o sostituzione dei quadri elettrici modificano le caratteristiche della rete e possono alterare in modo significativo le correnti di guasto.
Questo significa che una verifica eseguita dieci anni prima potrebbe non rappresentare più la situazione reale dell’impianto.
Ogni intervento importante dovrebbe quindi essere accompagnato da una rivalutazione dello studio, così da verificare che tutte le apparecchiature installate continuino ad essere adeguate alle nuove condizioni di esercizio.
È un’attività spesso trascurata, ma che può evitare problemi rilevanti durante il funzionamento dell’impianto e ridurre il rischio di interventi straordinari molto più costosi.
Le conseguenze di uno studio non aggiornato
Immaginiamo un’azienda che decida di aumentare la propria capacità produttiva installando nuove linee automatizzate e un trasformatore di maggiore potenza. Dal punto di vista produttivo si tratta di un investimento positivo, ma dal punto di vista elettrico la situazione cambia radicalmente.
L’aumento della potenza disponibile può determinare un incremento delle correnti di cortocircuito. Se gli interruttori presenti nei quadri erano stati scelti sulla base della configurazione precedente, potrebbero non essere più idonei a interrompere i nuovi valori di corrente.
In condizioni normali il problema rimane invisibile. L’impianto continua a funzionare senza apparenti anomalie e nessuno si accorge del rischio. Tuttavia, nel momento in cui dovesse verificarsi un guasto reale, le conseguenze potrebbero essere molto più gravi rispetto a quanto previsto in fase di progetto.
È proprio per evitare queste situazioni che lo studio delle correnti di cortocircuito dovrebbe accompagnare ogni intervento significativo sull’impianto, diventando parte integrante delle attività di progettazione e manutenzione.

Come viene effettuato uno studio delle correnti di cortocircuito?
Lo studio delle correnti di cortocircuito è un’attività che richiede competenze specifiche e strumenti di calcolo dedicati. Non si tratta di una semplice verifica teorica, ma di un’analisi dell’intero impianto elettrico, finalizzata a comprenderne il comportamento in caso di guasto.
Il primo passo consiste nel raccogliere tutte le informazioni disponibili sull’impianto. Servono gli schemi elettrici aggiornati, le caratteristiche della rete di alimentazione, i dati dei trasformatori, la tipologia e la lunghezza delle linee, le sezioni dei cavi e le caratteristiche delle apparecchiature installate.
Questi dati vengono poi elaborati attraverso software di calcolo conformi alle norme tecniche, che consentono di simulare diversi scenari di guasto e determinare le correnti di cortocircuito nei vari punti dell’impianto.
I risultati ottenuti permettono di verificare se ogni componente è adeguatamente dimensionato oppure se sono necessari interventi di adeguamento. Vengono inoltre controllati il potere di interruzione degli interruttori, la tenuta termica e dinamica delle apparecchiature e il corretto coordinamento delle protezioni.
Lo studio si conclude con una relazione tecnica che documenta le verifiche effettuate e rappresenta un importante riferimento sia per la manutenzione futura sia per eventuali ampliamenti dell’impianto.
Lo studio delle correnti di cortocircuito e la selettività delle protezioni
Questa analisi è strettamente collegata a un’altra verifica fondamentale: la selettività delle protezioni elettriche.
Conoscere il valore delle correnti di guasto costituisce infatti il punto di partenza per verificare che, in caso di anomalia, intervenga esclusivamente il dispositivo di protezione più vicino al punto interessato dal guasto, evitando l’arresto di intere linee produttive.
Come abbiamo approfondito nell’articolo dedicato alla selettività delle protezioni elettriche negli impianti industriali, il corretto coordinamento delle protezioni è essenziale per limitare i fermi impianto e garantire la continuità operativa.
Quali norme regolano lo studio delle correnti di cortocircuito?
Lo studio viene eseguito seguendo criteri definiti dalle norme tecniche di riferimento.
Tra queste assume particolare importanza la IEC 60909. La norma definisce i metodi per il calcolo delle correnti di cortocircuito nei sistemi elettrici trifase.. Le prescrizioni della norma costituiscono un riferimento internazionale per progettisti, costruttori e professionisti del settore.
Per gli impianti realizzati in Italia trovano inoltre applicazione le norme CEI, che disciplinano progettazione, verifica e sicurezza degli impianti elettrici.
L’obiettivo non è soltanto rispettare un requisito normativo, ma garantire che l’impianto sia realmente sicuro nelle condizioni di esercizio e durante eventuali situazioni di guasto.
I benefici per l’azienda
Molte aziende associano lo studio delle correnti di cortocircuito esclusivamente alla progettazione di nuovi impianti. In realtà i benefici si estendono per tutta la vita utile dell’impianto elettrico.
Un’analisi accurata consente di individuare eventuali criticità prima che si trasformino in problemi reali. In questo modo si riduce il rischio di guasti estesi e aumenta l’affidabilità dell’intero sistema elettrico.
Questa attività può essere affiancata ad altre verifiche periodiche, come la termografia elettrica industriale, che permette di individuare surriscaldamenti anomali e componenti soggetti a usura prima che provochino un guasto.

Conclusione
Lo studio delle correnti di cortocircuito non dovrebbe essere considerato un semplice adempimento tecnico. È invece uno strumento fondamentale per verificare che ogni componente possa affrontare in sicurezza le condizioni di guasto più gravose previste durante l’intera vita dell’impianto.
Integrato con verifiche sulla Power Quality, sulla selettività delle protezioni e sulla manutenzione preventiva, contribuisce a realizzare impianti più affidabili e resilienti.
Lo studio delle correnti di cortocircuito si inserisce in un percorso più ampio di analisi e miglioramento dell’impianto, che comprende anche la Power Quality, il rifasamento e la manutenzione preventiva.
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Ogni impianto industriale presenta caratteristiche specifiche e richiede verifiche tecniche adeguate alla propria configurazione. Per questo motivo lo studio delle correnti di cortocircuito deve essere eseguito sulla base di dati aggiornati e di un’analisi approfondita dell’impianto.
AFM Impianti Elettrici supporta le aziende nella progettazione, nella verifica e nell’adeguamento degli impianti elettrici industriali, eseguendo studi tecnici finalizzati a migliorare sicurezza, affidabilità e continuità operativa.

